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L’evoluzione dell’emoji smiley

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Non credere che ci siano solo cinque linguaggi dell’amore, perché di fatto ce ne sono sei. Il sesto si è diffuso tramite i social media, ed è usato sicuramente su Facebook e Instagram. Consiste in parentesi e due punti: è il linguaggio delle emoji, che ci aiuta ad esprimere meglio il nostro umore.

— Ciao. Compra del pane.
— Ciao. Compra del pane :)

Puoi percepire la differenza? Aggiungere un semplice “per favore” alla frase sarebbe bastato, ma la parentesi ha funzionato comunque.

Sai chi ha inventato l’emoji smiley? No? Allora mettiti comodo e ascolta. Molte persone sono accreditate come autrici, pertanto ecco diverse versioni.

Versione 1

Ecco una versione che gli amanti dei classici apprezzeranno: c’è chi dice che Vladimir Nabokov abbia creato l’emoji. No, non la troverai dentro Lolita, ovviamente, ma l’informazione relativa può essere trovata nell’intervista di Alden Whitman dell’aprile 1969:

“Penso spesso che dovrebbe esistere uno specifico segno tipografico per un sorriso, qualcosa come una linea concava o una parentesi inclinata. Questo è esattamente il simbolo che utilizzerei al posto di rispondere alla tua domanda.”

In questo modo lo scrittore ha risposto alla domanda su che posto occupasse tra gli scrittori viventi e quelli del passato. Che aggiungere? Genio una volta, genio per sempre.

Versione 2

Si riferisce alla faccina gialla sorridente. Esiste l’opinione che l’artista americano Harvey Ball, autore del World Smile Day, sia uno dei primi a disegnarla, nel 1963. Molto fiero della sua creazione, ecco cosa ha scritto in merito:

“Nella storia dell’umanità o dell’arte non c’è mai stata un’opera che sia stata così diffusa e abbia portato così tanta gioia, felicità e piacere. Non c’è mai stato nulla così semplice ma chiaro a tutti.”

Il simbolo è stato disegnato per una compagnia di assicurazioni che intende sollevare gli spiriti e la motivazione dei suoi impiegati. Ha impiegato circa 10 minuti e guadagnato 45 dollari, non ha mai nemmeno preteso i diritti d’autore – un dono a tutta l’umanità molto gentile da parte sua.

Versione 3

E ora è il momento che i suoi fan cinematografici inizino ad applaudire il regista svedese Ingmar Bergman. Ha utilizzato la faccina triste stilizzata nel film Port of Call, e una felice nel 1953, quando è iniziata la campagna pubblicitaria del suo film Lili.

Versione 4

Quanto detto fino ad ora è interessante, ma chi ha creato la versione computerizzata della faccina felice? Incontra Scott Fahlman, scienziato americano da Carnegie Mellon.

Il 9 settembre 1982 ha proposto l’idea di utilizzare faccine sorridenti consistenti di due punti, trattino e parentesi nelle pubblicità della bacheca universitaria.

Versione 5

E infine ecco l’informazione per allargare la tua prospettiva: se vuoi sembrare un erudito durante una festa, suggerisci di essere a conoscenza di dove gli archeologhi abbiano trovato la più antica emoji sorridente.

È successo nel corso di uno scavo nella cittadina turca Karkemiš: la faccina sorridente è stata applicata sulla superficie di un vaso di argilla da sorbetto risalente approssimativamente al 1700 A.C.. Qualcuno apprezzava le cose dolci talmente tanto da disegnare una faccina sulla superficie di argilla – che carino.

Questo è tutto. Ora sai alcune nuove cose inutili ma interessanti :-)