Come Facebook ruba la nostra felicità

7 agosto 2018

Di tanto in tanto non scriviamo solo di come fare affari tramite i social media ma anche degli affaristi stessi. In altre parole: parliamo di persone. Questo articolo è uno di quelli che non ti aiuterà ad ottenere più like, ma ti darà una ragione per pensare a qualcosa di più urgente.

Hai mai notato che non ti senti sempre bene guardando attraverso il tuo feed di Facebook, e che le foto di spiagge, party lussuosi, cene di famiglie e ricevimenti ti infastidiscono? Com’è possibile che le persone intorno a te vivano sempre così felici mentre tu stai lavorando attendendo sabato per poter dormire?

Peter Walschburger, una biopsicologa, parla di come tali schemi funzionano all’interno della rivista Der Tagesspiegel.

“Il confronto è la fine della felicità e l’inizio del malcontento”, ci avvisò il filosofo danese Søren Aabye Kierkegaard. Il suo co-pensatore francese, Charles de Montesquieu, era altresì consapevole della situazione: “Se solo volessimo essere felici, sarebbe facile; ma vogliamo essere più felici delle altre persone, che è difficile dal momento che le riteniamo più felici di quanto siano”.

Non molto tempo fa, psicologi americani della Stanford University in California sono altresì diventati preoccupati dal problema dell’invidia. Secondo loro, i soggetti di test hanno considerevolmente sovrastimato il livello di soddisfazione nella vita dei loro conoscenti e percepito una depressione maggiore di quella attesa comparando lo stile di vita altrui con il proprio.

In altre parole, Facebook ed altri social media non solo ci portano più vicini l’uno con l’altro ma rafforzano anche tale falsa impressione. Di conseguenza, ad esempio, secondo gli scienziati dallo Utah, gli studenti che passano più tempo su Facebook dicono più spesso che i loro amici vivono molto meglio di loro.

Pertanto, analizzando molti dei post sui social media, noterai che le persone condividono buone notizie più spesso e volentieri rispetto agli eventi tristi, che preferiscono mantenere privati. Questo spiega di fatto perché spesso l’invidia sia basata su cose immaginarie e finte.

Tuttavia, Walschburger pens ache non ci sia nulla di male nell’invidia in sé. Dal punto di vista evolutivo, gioca un ruolo quasi cruciale nel farci perseverare nel diventare migliori e aiutarci a capire come definiamo il successo. La sensazione di inferiorità porta al miglioramento di sé stessi, ma internet ha reso la situazione caotica. Se prima tendevamo a tenerci aggiornati sui nostri amici stretti (spesso non più fortunati di noi), ora, grazie ad internet, vediamo sempre il successo di persone differenti e le nostre aspettative sono diventati irraggiungibile e le nostre ricerche impossibili.

Per esempio, un tipico post nel feed del tuo amico consigliato: “Chi mi può raccomandare un buon hotel in Messico?”. Il post ci ricorda dei tempi in vacanza facendoci pensare ad altri paesi e avventure. Ma l’amico non ha menzionato che il volo in Messico è stato lungo e noioso, quindi non ci pensiamo nemmeno. L’immagine del suo viaggio appare nella nostra mente come privo di alcuna routine o difficoltà.

Più l’immagine è luminosa, più i nostri amici di Facebook sono lontani dalle nostre vite e dalla reale conoscenza. La ricerca prova che coloro che hanno molti amici nei social media (e non hanno mai incontrato così tanti amici nella vita reale) molto spesso pensano che la vita degli altri sia migliore. La peggiore conseguenza della situazione è che una persona ha una visione distorta e diventa depressa. Come puoi apprezzare un normale party mentre altre persone volano da un resto all’altro? Come puoi non arrabbiarti quando tuo figlio piange tutto il giorno mentre i figli dei tuoi amici sono felici, soddisfatti e in salute su internet?

Ti suona famigliare? Non disperarti. Come al solito, abbiamo buone notizie per te: le persone giovani sono più propense ad essere invidiose per tali cose, e più invecchi, meno ti sentirai inferiore agli altri – l’invidia prepara la strada per separare i tuoi valori da quelli delle altre persone. Le persone giovani in cerca di stabilità nella vita e della possibilità di separarsi dai loro genitori dipendono molto dalla stima delle altre persone, ed è piuttosto logico che cerchino di raggiungere la perfezione il più possibile.

Ne noi ne gli psicologi hanno un segreto per allontanare tali pensieri negativi, ma se sei stanco della competizione permanente e del confronto, non hai bisogno di attendere la vecchiaia per sentirti bene. Ammetti con te stesso di essere invidioso, fermati per un po’ e pensa a di chi era il post e perché ti ha ferito. Se vuoi qualcosa che quella persona ha già, cerca di fare buon uso della tua invidia (ricorda l’evoluzione!) e pensa quali possibili passi devi fare per arrivare più vicino al tuo obbiettivo. Se ti senti peggiore di quella persona, ricorda che anche tu hai dei punti di forza unici per cui qualcun altro prova invidia, ed avere successo non vuol sempre dire perfezione o essere migliori in tutto.

E sì, puoi anche semplicemente scaricare un’estensione per pulire il tuo feed.l Tutto il tuo feed.

CONDIVIDERE:
Abbonarsi alla newsletter di Onlypult settimanale